Macaco (best) ovvero le scimmie di Barcellona! Città multiculturale e cosmopolita, quartier generale del gruppo costituito però da elementi provenienti da mezzo mondo: spagnoli, colombiani, un argentino e un brasiliano. Un mix perfetto per realizzare un cocktail musicale dal carattere latino ed energico.
Non la musica latina a cui le radio ci hanno abituato, anzi sarebbe più corretto dire ossessionato proprio come con il tormentone "Obsession" (non vi sembra una canzone napoletana tradotta in spagnolo?) o con i balletti da automi di "Aserejè" o quelli pseduo-sensuali di Ricky Martin.
La forza dei Macaco non sta solo nell'esprimere la cultura latina, comune a tutti i componenti del gruppo, ma nel riuscire a concentrare generi diversi.
Si rimane stupiti dinanzi ad una sequenza che non si dimostra mai scontata e prevedibile.
Si passa dal reggae all'hip hop, dalla rumba all'elttronica, dal dub alla salsa.
Il primo gruppo a cui li si associa sono i Sergent Garcia soprattutto per il famosissimo singolo "Tio Pedrito" colonna sonora di un vecchio spot della Swacht e sigla di un'edizione de "Le Iene". Qualcuno sostiene siano gli eredi dei Mano Negra del grande Manu Chao ma a mio parere tale affermazione deriva non tanto per lo stile musicale piuttosto per l'impegno profuso in diverse cause sociali.
Se non amate i dischi uguali dall'inizio alla fine e avete un debole per le contaminazioni, se non vi piace trovare una definizione univoca ma piuttosto preferite lasciarvi trascinare dai ritmi senza pregiudizi ascoltate la scimmia nell'occhio della tigre...
